La Messa Crismale è l’unità di ogni chiesa locale, la celebrazione che ne rilancia il presente e il futuro; è il momento in cui i sacerdoti rinnovano le loro promesse di fedeltà a Cristo, di impegno nella Chiesa, di obbedienza al loro Vescovo; è il momento in cui vengono benedetti e consacrati gli olii santi che serviranno nell’anno per il dono dei sacramenti ai catecumeni, agli infermi, ai cresimandi, ai nuovi sacerdoti ordinati.
La vita di ogni Diocesi riparte da qui, dai segni visibili e dalla preghiera, predisponendosi poi alla gioia della Risurrezione e al dono dello Spirito Santo nella solennità di Pentecoste che chiude il tempo pasquale ed invia i battezzati nel mondo con la missione di andare “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi”.
Nella Cattedrale di Alife, Mercoledì Santo, sacerdoti, diaconi, seminaristi, religiose e religiosi e laici delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca si sono ritrovati intorno al vescovo Giacomo Cirulli per vivere e celebrare questa unità.
“Per il sacerdozio che tutti abbiamo ricevuto il Signore ci chiama ad essere suoi mediatori”, ha ricordato il vescovo nell’omelia, allargando lo sguardo all’intero popolo dei battezzati. Un invito a riconoscere che, in forme diverse, ministri ordinati e laici sono chiamati ad incarnare nella vita concreta la volontà di Dio, lasciando che il Vangelo si esprima anche attraverso la fragilità umana. Una debolezza di cui il Signore non si spaventa ma sostiene con la grazia dei sacramenti che dona agli uomini, “con la grazia di questi olii che ci rafforzano, ci corroborano: in essi è la forza che ci rende cristiani credibili”, così Mons. Cirulli. “È bello essere discepoli di Cristo”, ha sottolineato il Pastore richiamando la missione dei ministri ordinati e dei credenti che in forza del Battesimo sono tutti chiamati ad essere testimoni del Vangelo. Nelle parole di mons. Cirulli l’invito a non venir meno alla chiamata di essere collaboratori del Regno, ad essere presenza e voce del Vangelo nel mondo, ciascuno secondo il dono della vocazione ricevuta.
Al termine dell’omelia i due riti significativi della Messa Crismale: il rinnovo delle promesse sacerdotali in cui è coinvolto anche il popolo di Dio a pregare per i sacerdoti e per il vescovo, segno di partecipazione ad un momento che edifica la Chiesa e ne affida a Dio la storia; a seguire la liturgia della benedizione degli olii portati al vescovo dagli accoliti che riceveranno l’ordinazione diaconale il prossimo 16 maggio (nei primi vespri dell’Ascensione) e dai diaconi che riceveranno l’ordinazione presbiterale il 23 maggio (nei primi vespri della Pentecoste); gli aromi per profumare il crisma sono stati offerti dai più giovani sacerdoti, gli ultimi in ordine di tempo ad essere stati consacrati presbiteri da mons. Cirulli. La consacrazione del Crisma, dopo aver alitato su di esso nel ricordo del soffio vitale impresso da Dio all’uomo, momento intenso di preghiera dei concelebranti con il Vescovo che nell’invocazione a Dio Padre parla alla Chiesa di speranza e di vita futura con queste parole: “Dio di eterna luce, splenda la tua santità nei luoghi e nelle cose segnate da questo santo olio; con il tuo Spirito operante nel mistero dell’unzione espandi a perfezione la tua Chiesa, finché raggiunga la pienezza della misura di Cristo e tu, trino e unico Signore, sarai tutto in tutti nei secoli dei secoli”.
Al termine della Celebrazione, mons. Cirulli ha espresso parole di gratitudine per la presenza e la partecipazione, per la dedizione e la cura della Celebrazione: si è nuovamente rivolto ai sacerdoti e ai diaconi, ai numerosi seminaristi, al parroco della Cattedrale don Pasquale Rubino e ai suoi collaboratori parrocchiali, alla Corale della Diocesi di Alife-Caiazzo che ha animato la liturgia, agli Uffici liturgici diocesani, ai presenti e tra essi in particolare agli ordini monastici femminili partecipi della Santa Messa. Poi l’augurio alle Comunità parrocchiali di vivere intensamente il Triduo Pasquale secondo le tradizioni che ciascuna custodisce.
Parole di affetto e di riconoscenza anche nei confronti del Pastore da parte del vicario generale don Luigi Gennaro De Rosa a nome della famiglia presbiterale, dei religiosi e delle religiose e dei fedeli laici “per la sua infaticabile dedizione e amore per le nostre Chiese dimostrata in tanti modi e in tante circostanze” richiamando le iniziative pastorali, l’impegno sociale e nella carità del Pastore e il coinvolgimento a cui chiama i suoi sacerdoti: “Si tratta di un cammino avvincente”, ha spiegato il vicario generale “che non ci trova sempre pronti, ma che tutti richiama alla serietà del nostro impegno di essere fedeli collaboratori del vescovo nel suo ministero di istruire, santificare e governare il popolo di Dio” (scarica il testo integrale).
di Grazia Biasi, www.clarusonline.it
















