Diocesi di Teano - Calvi
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DALLE DIOCESI UNITE DI CALVI E TEANO (1818) ALLA DIOCESI DI TEANO-CALVI (1986)
- Matteo Guido Sperandeo
La storia della diocesi di Calvi e Teano si conclude con il trentennale episcopato di Mons. Matteo Guido Sperandeo (1954-1984).
La sua vasta e multiforme attività è documentata dal volume “Una testimonianza ecclesiale”, pubblicato nel 1984, al momento delle dimissioni del Vescovo per raggiunti limiti di età.
Nel 1954, la diocesi mostrava ancora aperte le ferite recate dalla guerra; bisognava ricostruire gli edifici di culto distrutti, ma anche gli animi dei fedeli sconvolti dalla guerra.
Nella sua prima lettera pastorale tracciava a grandi linee il suo programma: fedeltà alle direttive del Papa e della Gerarchia; devozione a Maria; tutela e sviluppo delle tradizioni culturali e religiose delle nostre Chiese; spirito di autentica collaborazione tra pastori e fedeli; impegno costante per la santificazione personale, soprattutto del clero; importanza primaria della evangelizzazione e della catechesi; attenzione agli ultimi, ai poveri, ai sofferenti. il suo motto episcopale era: "Mater mea, fiducia mea". Il suo amore a Maria è testimoniato dall’intenso culto alla Madonna dei Lattani, patrona della diocesi e da altre iniziative quali la celebrazione del centenario delle apparizioni della Madonna di Lourdes (dicembre 1957); la consacrazione di tutti i sacerdoti al Cuore immacolato di Maria (maggio 1959); la “peregrinatio” della Madonna di Fatima.
Promosse il culto dei fondatori delle due diocesi unite: Paride e Casto; circa le varie espressioni della pietà popolare, è spesso intervenuto per purificarle da ogni elemento paganeggiante avendo allo stesso tempo manifestato rispetto per le sane tradizioni popolari. Ha difeso la dottrina e la morale cattolica in occasione dei referendum sul divorzio e sull’aborto.
Ha partecipato al Concilio Vaticano II, di cui ha trasmesso nella diocesi le innovazioni in modo graduale. Ha avuto sempre cura e premura della preparazione e aggiornamento del clero da una parte e, dall’altra, ha invitato i parroci a catechizzare attentamente i fedeli, cosa che molto spesso ha fatto lui stesso in varie occasioni.
Nei riguardi del clero non volle mai far ricorso a bruschi interventi e a stroncature; sempre aperto il dialogo tra Vescovo e presbiterio: ogni sacerdote ha avuto sempre libero accesso nel cuore e nella casa di Mons. Sperandeo. Ottimi sono stati i rapporti del Vescovo con i Religiosi. Numerosissima la presenza delle religiose, presenti nelle case di riposo, negli asili, nelle case di cura, nel seminario. Nel campo del Laicato, la presenza più continua è stata quella della Azione cattolica, sempre sostenuta dal vescovo; quella dei Focolarini, Gruppi di preghiera, Gruppi missionari; AGESCI.
Oltre al Concilio, Mons. Sperandeo ha vissuto altri grandi eventi: il Giubileo straordinario del 1966, a chiusura del Concilio, quello ordinario del 1975 e quello della Redenzione nel 1983-1984.
Mons. Sperandeo ha operato attivamente nel suo tempo, guardando all’avvenire, ma camminando anche nel solco della tradizione. Ha ricostruito la cattedrale a Teano e le chiese danneggiate in tutta la diocesi, gli episcopi di Teano e di Pignataro. A questa opera di ricostruzione si accompagnò un accurato recupero di oggetti d’arte.
Nel dicembre 1984 faceva il suo ingresso in diocesi il nuovo vescovo Mons Felice Cece; ai primi dell’85 con la riforma delle diocesi, Calvi e Teano si fondevano nell’unica Diocesi di Teano-Calvi: si è iniziata così una nuova fase dopo la prima che ha visto le due nostre diocesi vivere autonomamente fino alla unione del 1818 e la seconda durata fino al 1984. La terza fase che s’è aperta sotto l’episcopato di Mons. Felice Cece naturalmente s’innesta nel solco della tradizione quasi bimillenaria delle diocesi.
Chiudiamo questo veloce exursus sulla storia delle diocesi di Calvi e di Teano, ricordando che, trasferito Mons. Cece nel 1989 all’Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, a Teano-Calvi veniva eletto Mons. Francesco Tommasiello che ha guidato la diocesi per 16 anni.
Alla sua morte, avvenuta il 25 ottobre 2005, dopo la vacanza di alcuni mesi, il 13 maggio 2006, il Papa ha nominato Vescovo di Teano-Calvi, Mons. Arturo Aiello, del clero dell’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, Parroco di San Michele Arcangelo in Piano di Sorrento, Direttore Spirituale del Seminario diocesano e Delegato Vescovile per gli istituti di Vita Consacrata, nato a Vico Equense, Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia e provincia di Napoli, il 14 maggio 1955. Nel 1987 si è laureato in Sociologia presso l’Università statale Federico II di Napoli. È stato ordinato presbitero il 7 luglio 1979. È stato Vicario Zonale, Vicario Episcopale per la Liturgia e i Ministeri e Delegato vescovile per il Clero; As- sistente della FIR e Promotore della Giornata Diocesana dei giovani. Membro del Consiglio Presbiterale e del Collegio dei Consultori. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 30 giugno 2006 nella sua Diocesi di origine, da Sua Eminenza, il Card. Giovanbattista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, e ha fatto l’ingresso solenne in Dicesi il 15 luglio dello stesso anno.
La Diocesi ha accolto il nuovo Pastore che con la sua parola profonda e penetrante ha subito conquistato il cuore del presbiterio, suscitato entusiasmo in tutti, grande speranza nei giovani che vedono in lui, un padre, un fratello, un amico. Che Egli possa guidare la nostra Diocesi per molti decenni!