Diocesi di Teano - Calvi
Piazza Duomo
81057 - Teano (CE)
Tel. 0823875428
Fax 0823657063
Diocesi di Teano - Calvi

DALLE DIOCESI UNITE DI CALVI E TEANO (1818) ALLA DIOCESI DI TEANO-CALVI (1986)

- Il Cardinale D'Avanzo

Nel 1860, fu trasferito dalla diocesi di Castellaneta a Calvi e Teano Mons. Bartolomeo D’Avanzo.
Educato nel seminario di Nola, si distinse per amore allo studio e per sincera pietà; insegnò nel seminario di Nola teologia e lingua ebraica per 18 anni. Resse la diocesi di Castellaneta per 10 anni. Trasferito nelle nostre diocesi, non poté prenderne possesso per le condizioni politiche che si erano venute a creare: spedizione dei Mille, caduta dei Borboni. Si ritirò allora in un convento di Sorrento; da qui condusse la sua battaglia contro la massoneria attraverso lettere, notificazioni e pastorali.
Scrisse anche al Re Vittorio Emanuele II e ai suoi ministri per denunciare le ingiuste ingerenze del potere civile nel governo spirituale della chiesa. Finalmente nel 1866 raggiunse la sua sede; dovette lottare a lungo per ottenere la riapertura dei suoi seminari, chiusi per non aver voluto accettare l’ispezione governativa.
Nel Concilio Vaticano I, fece parte della Commissione De Fide e fu sostenitore accanito della infallibilità pontificia; il papa lo ricompensò, nominandolo Cardinale (1876). Si stabilì a Roma e continuò a reggere le diocesi tramite i suoi coadiutori. Molto fece in diocesi: istituì la congregazione delle Figlie di Maria; l’opera dei Tabernacoli: incrementò il culto della Immacolata e del Sacro Cuore di Gesù; restaurò il convento di Santa Reparata e lo donò ai Redentoristi; restaurò e decorò la cattedrale di Teano.
Ma la fama del card. D’Avanzo rimane legata alla sua vasta e solida cultura che si manifesta nei volumi di Opuscoli teologico-biblici; al suo carattere battagliero, al suo amore per il Papa.
Morì nella natia Avella nel 1884, all’età di 73 anni.
Al Grande Cardinale successe il suo coadiutore: Alfonso Maria Giordano, venuto a Teano, perché il D’Avanzo aveva donato il convento di Santa Repara ai Redentoristi. Nel colera del 1884, mostrò grande eroismo, caricandosi sulle spalle un malato trovato per via e lo condusse all’ospedale. Al suo segretario disse durante la carestia: “Se non vi sono danari, vendete, vendete tutto, anche la croce pettorale e date, date ai bisognosi”.
Il Re Umberto I lo nominò Cavaliere della Corona.
Riaprì i seminari di Teano e di Visciano. A causa di alcuni scandali del clero, chiese di essere esonerato e l’ottenne. Morì nel 1908.
Gli successe Albino Pella che proveniva dalla diocesi di Biella: resse le diocesi fino al 1915: cercò di ravvivare la pietà, di intensificare la pratica dei doveri religiosi; fondò una scuola di catechismo per istruire i bambini; istituì una Cassa rurale cattolica per combattere l’usura; una Società Operaia cattolica per la formazione spirituale degli operai e per la difesa dei loro diritti economici.
Ebbe alcuni dispiaceri, per cui chiese il trasferimento.