Diocesi di Teano - Calvi
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Diocesi di Teano - Calvi

DAL CONCILIO DI TRENTO ALL'UNIONE DELLE DUE DIOCESI (1818)

- I vescovi caleni e teanesi nel Cinquecento

E dopo questo quadro generale, necessariamente sommario, vediamo come le nostre Diocesi vissero quei decenni del concilio e come recepirono i suoi decreti. Nei circa venti anni del concilio di Trento, a Calvi troviamo quattro vescovi: Berengario Guzman che intervenne al Concilio nel 1547; Belisario Gambara che morì poco dopo aver preso possesso; Gaspare del Fosso che partecipò al concilio nel 1562, in qualità però di arcivescovo di Reggio; Giulio di Magnano che intervenne all’adunanza dell’11 agosto 1562. Sul vescovo Gaspare del Fosso è opportuno aggiungere che era nato a Fosso presso Cosenza, appartenne all’ordine dei Minimi di San Francesco di Paola; dotto e pio, divenne gran teologo e predicatore; fu anche generale del suo ordine. Amministratore esemplare, nel 1555 formò una platea di tutti i beni e le rendite della mensa vescovile e del Capitolo; morì a 92 anni, nel 1592.
Di Giulio da Magnano si ricorda la istituzione nella cattedrale di una Confraternita sotto il nome del Corpo di Cristo; morì e fu sepolto a Teano nella chiesa di S. Francesco.
Da Teano, partecipò al concilio tridentino e vi ebbe una parte importante, il vescovo domenicano Giovanni Nichesola, dotto teologo, che resse la diocesi per un decennio dal 1557 al 1566.

È interessante notare che a Teano i decreti conciliari furono subito recepiti: almeno uno dei più importanti quello riguardante la erezione del seminario. Infatti fu proprio il successore del Nichesola, il card. Arcangelo Bianco, domenicano, darne l’avvio.
Di sicuro però si sa che nel 1576, (al tempo cioè del successore Giovan Paolo Marincola che resse la diocesi dal 1576 al 1588), il vescovo ordinò che tutti i beneficiati mandassero in curia il conto esatto delle rendite dei benefici da loro posseduti perché si potesse applicare la giusta porzione a favore del Seminario “nuper erecto”, che già aveva 12 alunni.
Il “nuper” ha fatto pensare che il Seminario fosse stato già eretto dal Bianco. Ancora a proposito del seminario, il Marincola neI 1580 comprò una casa presso la chiesa di S. Salvatore (o Monte dei Morti), intestandola ad un maestro appunto del Seminario, assegnando ad esso anche la rendita della chiesa parrocchiale della stessa chiesa di San Salvatore.
Altre opere di questo dotto e operoso vescovo furono: il livellamento del cortile dell’episcopio (che doveva essere molto più basso), la costruzione del portale.
Ma la fine del suo episcopato fu tormentata: è incerto se il Marincola abbia liberamente rinunciato alla Diocesi o sia stato deposto dal Papa per gravi delitti.
Ma la vita del seminario fu breve, perché col successore Vincenzo Serafino, che poco o nulla si curò del bene spirituale della sua diocesi, nella quale non risiedeva (furono 27 anni di non governo fino al 1615), il seminario subito decadde.
La diocesi di Calvi non recepì subito il discorso conciliare sulla necessità di erigere un Seminario; forse per due motivi: la scarsità delle rendite della mensa vescovile e la vicinanza del seminario di Capua eretto fin dal 1568.
Ma, se il problema del seminario era rinviato, altri decreti del Tridentino venivano attuati.
Al tempo del vescovo Ascanio Marchesini (1575-1580) l’arcipretura di Pignataro da beneficio semplice si trasformava in parrocchia con cura d’anime; sicché il beneficiato che fino ad allora se n’era stato comodamente a casa propria a godersi delle rendite, ora dovette risiedere sul posto.
Dopo il breve episcopato di Scipione Bozzuto, ha inizio quello del grande Fabio Maranta che durò quasi 40 anni (1582-1619).