Diocesi di Teano - Calvi
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Diocesi di Teano - Calvi

LE DUE DIOCESI DALLE ORIGINI AL MILLE

- Secolo IX

Alla morte di Silvio, troviamo vescovo di Calvi un Niceta, che avrebbe governato la diocesi fino all'814.
Nel gennaio di quest’anno muore Carlo Magno. Nell’820 i Saraceni d’Africa attaccano la Sicilia, facendo schiavi molti abitanti. Dalla Sicilia forse passarono nell’Italia meridionale intervenendo nelle contese tra Salerno e Taranto. Poi si diedero a saccheggiare le città della Campania. In questo periodo si collocano alcuni vescovi caleni: Passivo nel decennio 816-827 (caleno di nascita, morto a Sessa); gli succede Ferdinando nel decennio successivo fra l’829 e l’837. I saraceni intanto, avevano saccheggiato Calvi; allora il vescovo Ferdinando chiede il permesso al Papa di non risiedere in città; si ritira pertanto a Capua dove muore.
Il successore Valentino, non raggiunge la sede assegnatagli.
All’inizio del IX sec. si colloca anche la costruzione della cattedrale detta di San Terenziano, ad opera del vescovo Mauro.
Continuano intanto negli anni successivi le scorrerie dei Saraceni che nell’846 saccheggiano San Paolo fuori le mura a Roma.
La Contea di Capua, inclusa solo nominalmente nel Principato di Salerno, cerca di rendersi autonoma; essa è formata dai gastaldati di Capua, Teano e Sora.
Nell’843 i quattro figli di Landolfo si dividono la contea, tre ricevono i detti gastaldati e il quarto diventa Vescovo di Capua.
Intanto dopo la distruzione di Capua ad opera dei Saraceni, i capuani si sono ritirati a Triflisco dove hanno fondato Sicopoli; nell’856, incendiata Sicopoli, i Conti ricostruiscono Capua in pianura.
Nell’862 intanto, nuove scorrerie dei Sacaceni con estorsioni al monastero di San Vincenzo al Volturno, saccheggi nei territori di Capua e Teano ed altre estorsioni a Montecassino.
Nella seconda metà di questo secolo, l’episcopato teanese e caratterizzato da vescovi “benedettini”: uno di nome Lupo o Lupoaldo; un secondo di nome Ilario; Leone e l’abate Angelario; tra i primi due e gli altri due troviamo il vescovo Stefano 866-879.
Nell’879 muore Landulfo, vescovo-conte di Capua; la contea viene divisa fra i nipoti: Pandonulfo (figlio di Pandione) ottiene Teano e Casamirta; Landone junior (figlio di Landone senior) Suessa e Berelai; Landone (figlio di Landenulfo).
Vescovo di Capua è eletto Landulfo figlio di Landone junior, ma non viene consacrato. Altri parenti aspirano al vescovado; il patto vien rotto dopo circa due mesi. Intanto Atenulfo fratello di Landone intraprende la cosfruzione di un castello a Calvi.
Gli si oppone Pandonulfo; naturalmente il fratello Landone va in soccorso di Atenulfo. La costruzione è portata a termine. Pandonulfo toglie con la forza Suessa a Landone junior e Caiazzo all’alfro Landone. Pandenulfo muore nel novembre 882. In questo periodo a Teano siede sulla cattedra di S. Paride il monaco cassinese Leone (879-888), che interviene nelle vicende della chiesa capuana dove era stato eletto regolarmente il vescovo Landulfo; ma i capuani istigati da Pandolfo, espellono Pandulfo e ne eleggono un altro, Landonulfo (parente di Pandulfo) che era coniugato e ancora neofita.
Il papa Giovanni VIII, ingannato, è invitato a consacrare vescovo Landonulfo. Ma perché non fosse commessa una iniquità, furono inviati a Roma l’abate Bertario e Leone, vescovo di Teano; purtroppo prevalse l’iniquità; gravi furono le conseguenze per cui il papa fu costretto a recarsi a Capua per ben due volte. In relazione a questa vicenda il papa inviò a Leone due lettere.
Durante l’episcopato di Leone, nell’882 Montecassino fu distrutta dai saraceni, l’abate Angelario e i monaci scampati si rifugiarono a Teano. Dopo la morte di Leone, 888, fu eletto vescovo di Teano l’abate Angelario, ma il suo episcopato fu breve, forse durò solo un anno (889). Qualche anno dopo il monastero di San Benedetto in Teano dove si erano raccolti i benedettini scampati, andò a fuoco e la Regola autografa di s. Benedetto fu distrutta. I monaci dovettero allora adattarsi nell’episcopio e successivamente passarono a Capua.
Sul finire del IX secolo, il papa Stefano VI, del partito antitedesco, aveva convocato nell’896 un concilio contro Formoso, che aveva incoronato imperatore Arnolfo di Germania; pare che a questo concilio fosse stato costretto a partecipare anche il vescovo di Calvi, Giovanni.
Due anni dopo, nell’898, il nuovo papa, Giovanni IX, filotedesco, convocò un altro concilio contro Stefano VI, durante questo secondo concilio, il Vescovo di Calvi, interrogato, si giustificò per la forzata partecipazione al concilio precedente.